Roana si trova sull’Altopiano dei 7 Comuni, è il comune dei 6 campanili, uno per ogni frazione. Il suo articolato territorio è storicamente conosciuto, assieme al comune di Lavarone, per essere stato terra dei Cimbri. Molti sono i luoghi e le leggende legate alla cultura cimbra, alcuni poco conosciuti e segnalati ma sicuramente da non perdere.

In questo articolo ti sveliamo 3 luoghi magici di Roana e le loro leggende:

 

Seelighen Baiblen: La casa delle Beate Donnette

Scendendo dalla frazione di Mezzaselva verso la Val d’Assa, in un luogo incantato in mezzo al bosco tra pareti di roccia, rigoli d’acqua ed edere rampicanti, vivevano le Seelighen Beiblen. Erano della piccole fate di bianco vestite che abitavano nelle grotte dell’Altopiano. Salivano verso il paese in groppa agli animali del bosco, con cui comunicavano attraverso un linguaggio incomprensibile dagli umani. Si dice fossero creature generose, ma molto permalose: portavano aiuti e consigli alle persone buone, che si tramutavano in punizioni e dispetti se gli accordi e le promesse concordati non venivano rispettati. Sono molte le leggende raccontate dagli abitanti del paese su queste donnette, ognuna che narra di una diversa esperienza di incontro.

Entrando nella grotta si può immaginare com’era la loro vita e come era fatta la loro casetta. Prestate attenzione alla grande roccia piatta sul pavimento, si narra fosse stato il loro tavolo, mentre un’apertura nella roccia a fianco dell’ingresso poteva essere la finestra… alzando gli occhi al soffitto, forse un camino?

? Luogo: Mezzaselva di Roana

?? Come raggiungerla: lasciando l’auto in centro al paese, bisogna recarsi a piedi verso il confine tra Mezzaselva e Rotzo. Scendendo sulla sinistra dalla strada principale si trova un gruppo di case e una tabella in legno con l’indicazione per “Seelighen Baiblen”. Il sentiero si imbocca a fianco della casa in sasso e si procede poi sempre in discesa sul crinale della Val d’Assa per circa 30 minuti fino a trovare un altro cartello che indica la direzione per arrivare alla grotta.

Consiglio: portatevi una torcia per entrare nella grotta.

 

Tanzerloch: Il buco della danza

Dove potevano riunirsi le streghe se non in un orrido umido e ombroso lungo un sentiero poco frequentato che scende verso la Val d’Assa? Una volta giunti all’apertura della voragine, ci si trova di fronte a un paesaggio magico che incute timore anche ai meno impressionabili.

Prima di raccontarvi la leggenda vi svelo che l’apertura sulla superficie misura 40 metri, mentre sotto ai vostri piedi si apre un salone di 80 metri di altezza e 110 metri di larghezza nel punto più ampio del fondo.

Tornando alle leggende che riguardano questa voragine vi racconto la storia di due bambini che erano andati a pascolare le loro pecore in quella zona, dove un tempo esisteva una radura, ma si persero nel bosco. Alla vista di una luce si avvicinarono sperando di trovare aiuto, ma si trovarono di fronte a un rito magico, con un grande falò che illuminava i volti brutti delle streghe. Alla vista dei bambini queste volevano farli prigionieri, ma prima che potessero toccarli si aprì all’improvviso una voragine che inghiottì alberi, falò e le malvagie fattucchiere. I due pastorelli si salvarono rimanendo illesi ai margini dell’orrido che si era creato. Poco dopo arrivavano degli uomini dal paese che portarono in salvo i bambini e misero fine alla brutta avventura.

Si dice che fissando a lungo nell’oscurità del Tanzerloch, si possano incontrare delle ombre spaventose o delle immagini di personaggi inquietanti.

? Luogo: Camporovere di Roana

?? Come arrivarci: proseguendo verso la strada che da Camporovere porta a Vezzena, si giunge verso la fine del centro abitato di Camporovere. Sulla sinistra si trova il ristorante Casa Tanzerloch, da qui si inizia a camminare attraversando un prato fino a giungere ad un grande cartello bianco con la scritta “TANZERLOCH” che indica il sentiero da seguire. A partire da questo punto inizia la discesa verso valle e in circa 30 minuti si arriva alla voragine.

 

Stonhaus: La casa dell’Orco

Immersa in un bosco di faggi e abeti, con un piccolo ponte naturale di pietra sospeso nel vuoto, si trova la leggendaria casa dell’orco. Vi potete immaginare questa creatura come un essere altissimo, brutto, barba e capelli ispidi, sporco, con le unghie seghettate, vestito si stracci, con la fronte bassa e la schiena storta. L’orco cimbro, che viveva in questi boschi, appariva nell’immaginazione come un gigante con le gambe divaricate a fare da ponte sui tetti di due case o sui versanti di una valle, e si dice fosse un orco solitario, vorace mangiatore di carne umana e specialmente di bambini.

Gli unici alleati dell’orco erano i caprioli, che lo aiutavano a punire le persone che si comportavano male, come narra una leggenda roanese: un boscaiolo, che trattava male la madre, si vede rubare la legna da parte di due caprioli. Questi erano stati mandati dall’orco per dare una lezione al taglialegna e farlo pentire dei suoi comportamenti.

Nei comuni altopianesi i bambini disubbidienti invece venivano educati dalle madri con la frase “Stai buono o chiamo l’orco che ti porta allo Stonhaus!” e, se i bimbi continuavano a fare i capricci, si narra che l’orco li prelevava dalle loro case per portarli nella voragine per farli pentire. Solo in cambio della promessa di essere buoni l’orco li avrebbe liberati.

? Luogo: Mezzaselva di Roana

?? Come arrivarci: Salire all’Istituto elioterapico di Mezzaselva e imboccare il sentiero Cai 803 in direzione nord-ovest. Proseguire attraversando i pascoli di Monte Erio e seguire sempre il sentiero fino a giungere al buco dello Stonhaus. È un bel percorso naturalistico ad anello della durata di circa 3 ore. Trovate la traccia GPS qui https://www.caiasiago.it/803-monte-erio

Crediti fotografici:
? foto n.6 https://www.cimbri7comuni.it/

? foto n.7 https://www.magicoveneto.it/

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