In queste belle giornate estive, se siete di passaggio a Venezia fate un salto a Burano, dista solo 45 minuti di vaporetto. Farete il pieno di colori e buonumore!

Burano, l’isola della Laguna di Venezia famosa per il merletto e per i colori delle sue case, rientra nella top 10 delle città più colorate al mondo.

Perdersi senza meta camminando tra le sue calli variopinte è un vero e proprio toccasana.

Perché le case sono così colorate? Si narra che furono i pescatori a dipingere le proprie case di colori sgargianti per poterle distinguere dalla barca anche con le nebbie che avvolgono la laguna nel periodo invernale.

Burano è sempre stata un’isola povera, i cui abitanti vivevano di pesca e agricoltura. Fu grazie l’abilità delle donne buranelle nella lavorazione del merletto che l’isola iniziò ad essere conosciuta, ad espandersi e arricchirsi.

 

📸 I 5 luoghi più instagrammabili da non perdere assolutamente

Se siete in visita a Burano dovete assolutamente fermarvi in questi luoghi per scattare le foto perfette e aggiornare il vostro profilo, non ve ne pentirete.

📌 Scattare una fotografia dai “Tre Ponti”, un ponte di legno che congiunge tre rive, da cui si possono ammirare i colori delle case che si riflettono sui canali, il campanile storto che sovrasta l’isola e il sole che tramonta dietro alla vecchia pescheria e sullo sfondo una minuscola Venezia che s’intravede in lontananza.

📌 Casa del Bepi suà: la casa più famosa e colorata dell’isola. Giuseppe Toselli, da tutti conosciuto come Bepi, era un amante della pittura e del cinema. Lavorò come uomo delle pulizie e manutentore al Cinema Favin poi, quando questo chiuse, si mise a vendere caramelle in Piazza Galuppi, la piazza di Burano, e prese l’appellativo di “Bepi delle caramelle”.

Fino ai primi anni ottanta, nelle calde serate estive, Bepi appendeva un lenzuolo bianco alla parete della sua casa e organizzava nel suo campiello il cinema all’aperto. Proiettava cartoni animati e film divertenti per animare i bambini dell’isola.

I bimbi di allora, che ora sono adulti, ricordano Bepi come lo strano signore che dipingeva ogni pomeriggio la sua casa con una forma geometrica diversa e di colori vivaci. Bepi continuò a dipingere ogni giorno la parete fino all’anno della sua morte, nel 2002.

Da quel momento la facciata della sua casa fu restaurata basandosi su una gigantografia del 1985 fornita da Albertina Tosetti, sorella di Bepi, che si occupò anche di raccontare la storia della casa e del fratello.

📍 Corte del Pistor, 275, Burano

📌 I banconi del mercato del pesce: camminando lungo le Fondamenta della Pescheria si possono osservare case, campi e calli veramente suggestive, fino a giungere al campo del mercato del pesce. Resterete affascinati dalla distesa di vecchi tavoli utilizzati per esporre le merci. La posizione di questo mercato era strategica: collocato a fianco di un canale permetteva il carico e lo scarico del pesce con facilità dalle barche, ma al contempo vicino al centro storico dell’isola.

📌 La visuale dal love viewing Bridge

📌 Prendersi una pausa al “Bar Cicchetteria da Gigetto” e immortalare il momento aperitivo con il canale e le case colorate sullo sfondo. A seguire una passeggiata e qualche scatto lungo la Fondamenta di Terranova, zona residenziale e meno turistica dell’isola, ma molto piacevole da vedere.

 

La leggenda del merletto di Burano

Una famosa leggenda di Burano narra che un antico pescatore, promesso sposo ad una giovane fanciulla dell’isola, durante un’uscita in barca venne attratto dal canto delle sirene, ma riuscì a resistere ai loro incanti e restò fedele alla sua fidanzata. Per ripicca la sirena colpì con la coda la barca, alzando una schiuma che prese la forma di un elegantissimo velo nuziale per la sposa.

Il giorno delle nozze la ragazza fu ammirata e invidiata da tutte le ragazze dell’isola per il merletto del suo velo, che le fu donato dalla regina del Mare, e incominciarono ad imitarlo con ago e filo sempre più sottili per crearsi dei ricami nuziali ancora più belli per i propri abiti. Fu così, secondo la leggenda, che nacque il merletto di Burano.

Si stima che le prime lavorazioni del merletto a Burano risalgono al 1500 nelle case signorili, utilizzando solo ago e filo senza il supporto di una tela. Nel ‘600 si iniziò a ricamare usando il “punto a rosette”, lavorato con piccoli fiori volanti e il “punto controtagliato”, utilizzato per le ampie volute a il rilievo nelle cordature di contorno.

Questi ricami ebbero un tale successo da diffondersi presto in Europa e trovare subito nella Francia un pericoloso concorrente, che però non poteva competere con la finezza ed eleganza delle opere Buranelle.

Nell’edificio della storica Scuola dei Merletti di Burano, fondata nel 1872, si trova ora il Museo del Merletto, in cui è possibile ammirare pezzi di grande valore ed è possibile osservare dal vivo le merlettaie all’opera.

Cosa aspettate? Andate a Burano a fare il pieno di colori!

📸 foto di Debora Guoli

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